Aveva le gambe bianche e magre George, e insieme a quelle gambe si portava dietro anche un altro fardello, più complesso, più delicato: quello della paura. Sì, la paura. La paura di un ragazzino che, dalle strade di Belfast, dove i palloni erano sgualciti e le maglie sempre troppo lunghe e rattoppate, non ci era mai uscito.